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sabato 14 novembre 2015

Guardami in questo istante


Guarda dietro il mio sorriso,
guarda oltre il mio aspetto fisico...
mi vedi?
Sto ancora in piedi, nonostante tutto.
Guardami, ti prego guardami.
Mentre sono ancora in alto.
Osservami e ricordati di me in questo preciso istante,
perchè potrei cadere da un momento all'altro.
Magari mi vedrai e non ti accorgerai nemmeno della mia lotta continua.
Sono un'equilibrista,
sono ancora sul filo.
Ho paura del vuoto,
ma ho anche paura della vita.

domenica 8 novembre 2015

Un weekend nella norma

Ieri è stata una bella giornata... in parte avevo programmato tutto nei minimi particolari ma poi... ho avuto il coraggio intralciare le mie previsioni.
Alla mattina mi sono svegliata verso le nove, anche se sarei stata volentieri a letto senza alzarmi, ma sono scesa perchè il mio stomaco chiedeva cibo. Dopo la colazione ho studiato per tre ore di seguito ( record per me dopo anni che non tocco libri), anche se mi sentivo molto assonnata per i cocktail di farmaci che prendo.
Al pomeriggio ho aiutato Suor S. a fare catechismo... mi ero dimenticata quanto era stancante e snervante stare con bambini della quinta elementare che cercano di prenderti in giro e che non ti ascoltano. Ma è normale così! tutti i bambini vivaci hanno questo comportamento, sono io l'anormale che a dieci anni me ne stavo tranquilla e non volevo dare noia a nessuno. Dopo un'ora e mezza di baccano sono tornata in collegio e la mia compagna di stanza mi ha invitata a uscire con lei per un giretto in centro verso le cinque e mezza di sera. Ecco cosa non avevo programmato, l'uscita! ed è un impegno abbastanza tosto, vuol dire catapultarsi fra la gente e rendersi socievole. Ci ho pensato per quasi un'ora e poi armata di paura ma voglia di evadere sono salita su quel bus che ci ha portate in centro... siamo rientrate verso le otto e non è successo niente, cioè sono uscita e non mi è capitato niente di brutto anche se erano passate ormai le cinque!
Piccola felicità della giornata e contenta per l'invito ricevuto sperando che non sia l'ultimo :-)


Oggi invece ho approfittato del sole per camminare mezz'oretta lungo l'argine del fiume ( essendo in periferia non ho molte possibilità di raggiungere il centro , soprattutto nei week end) e poi ho ripassato ciò che ieri ho studiato constatando che mi è rimasto ben poco in questa testa, ma già me lo aspettavo.
Domani inizia una nuova settimana, inizio ad odiare il lunedì...

Un abbraccio
Pulce 

martedì 3 novembre 2015

Cinque mesi... un mondo

Ritorno a scrivere, ritorno con un nuovo blog.
 Ho deciso di non aggiornare più quello precedente perchè ha segnato anni della mia vita, quelli in cui ero "piccolina"... ovvero non avevo ancora intrapreso certi percorsi, non avevo ancora incontrato alcune emozioni, non avevo raggiunto un' indipendenza, non avevo ancora guardato in faccia la paura, i fantasmi. Ho dovuto ammettere e confessare cose che volevo tenere solo per me, costretta perchè era l'unica via per andare avanti.
Ho intrapreso un percorso in casa di cura per dca... cinque mesi fatti di giorni in cui ho pianto davanti al peso che aumentava, davanti a piatti troppo oleosi e abbondanti per me; ho pianto per nostalgia, quando senza cellulare volevo tornare a casa mia perchè " obbligata" a magiare troppo. Ho versato lacrime davanti all'insonnia, alla paura di affrontare i pasti fuori che mi venivano concessi. Ho visto le mie braccia riempirsi di tagli quando l'ansia aumentava, quando la rabbia aveva la meglio, quando mi sentivo uno schifo... e mi sono anche tirata indietro sì, quando il mio peso stava raggiungendo il 18,5 di bmi. Ma ho conosciuto persone fantastiche, medici insostituibili, brave psicologhe ma soprattutto ragazze uniche, che hanno preso tutte un posto nel mio cuore, che mi hanno dato tanto senza rendersene conto... mi hanno dato sorrisi tra le lacrime, confidenze... passeggiate insieme prima nel parco della villa e poi in centro città a Vicenza, canzoni cantate a squarciagola, sigarette fumate insieme, attese davanti agli studi dei medici dove l'ansia veniva trasformata in emozione comune a tutte e quindi più tollerabile... abbracci, messaggi, coccole, scampagnate proibite nel verde della villa... e ancora condivisione, chiacchierate sedute sul muretto del day hospital assaporando l'aria fresca di primavera... i viaggi in taxi, i pomeriggi autogestiti, i gruppi cucina... le infermiere e le operatrici pronte ad accoglierti con un sorriso anche quando le cose non andavano nel verso giusto.
Tutto questo ha riempito cinque mesi della mia vita.
Come sto ora? me la cavo... stavo meglio in quel periodo sopra citato ma si sa che la realtà è più complicata, che nella vita quotidiana non puoi mettere nelle mani delle dietiste la tua alimentazione perchè non sei più obbligata da loro a mangiare in un certo senso, ma sei tu che devi decidere di mangiare... per te stessa e non per altri. E tutto si complica, tornano i sensi di colpa più forti di prima, la paura delle abbuffate, la fame nascosta e la difficoltà ad accettare il tuo peso, il far finta che tutto vada bene, il non poter più gridare il dolore con il corpo. La perdita di quella magrezza che per anni è stata la tua ancora di salvezza e dolore allo stesso tempo.
Ma adesso sono qui, a 400 chilometri di distanza da casa, ho iniziato a frequentare l'università di Padova... Storia e tutela dei beni artistici e musicali... quello a cui ho sempre ambito. E ne sono contenta nonostante la paura per gli esami, la lontananza da casa, i momenti di sconforto seguiti dall'idea di lasciare tutto perchè non ne sono all'altezza. Ma poi ricomincio, mi do delle possibilità, mi rialzo in piedi, e vado avanti. Sempre andare avanti, questo è il mio motto.
un abbraccio
Fabiana